|  Possibilista il Pd, «troppo poco» per il Pdl.
Questo, in sintesi, l’esito confronto avviato nelle settimane passate nelle Commissioni consiliari con riferimento alla bozza di delibera presentata dal Pdl sull’avvenire del villaggio turistico sibarita.
A far fallire un’intesa che pure sembrava possibile, la discussione sul destino dell’associazione “Consorzio Sibari città del mare”, cui dal maggio 2006 è affidata la cura della cittadella delle vacanze.
Nel corso dell’ultima riunione, infatti, dopo aver approfondito, da un punto di vista politico e soprattutto giuridico, la missiva con la quale la stessa associazione consortile, agli inizi del 2010, aveva reso ufficialmente note al Comune le proprie difficoltà economiche (ricondotte al mancato pagamento delle quote consortili ad opera di una fascia sempre più ampia di utenti), richiedendo contestualmente una sorta di moratoria, consistente nell’assunzione per i prossimi dieci mesi, da parte del Municipio, di ogni responsabilità gestionale, per recuperare (se necessario anche coercitivamente, facoltà che la “Sibari città del mare” non ha) i tributi non pagati, garantendo al contempo all’associazione consortile di riorganizzarsi ed ai residenti di non patire i disagi derivanti da eventuali vuoti di gestione, il banco delle trattative è saltato.
Mentre Udc e Pd s’erano ritrovate concordi sull’eventualità dell’ibernazione dell’associazione consortile (da tenere in freezer, secondo centristi e democratici, almeno per un paio d’anni), il Pdl s’è mostrato irremovibile, sostenendo a spada tratta l’ipotesi del riconoscimento delle inadempienze della “Sibari città del mare” e la conseguente revoca della delibera di affidamento alla stessa della gestione del centro turistico.
A dividere gli schieramenti, anche le modalità di rilancio del villaggio: aperta a diverse soluzioni la maggioranza, ferma sulla necessità di un piano di riqualificazione urbana il Pd, convinto invece del bisogno di un piano di risanamento di una lottizzazione da dichiararsi preventivamente abusiva il Pdl.
Risultato: tutti a casa, senza accordo.
Ed ora di Marina tornerà ad occuparsi direttamente il consiglio comunale, probabilmente a metà marzo, quando in aula approderà anche il bilancio di previsione.
Pubblicato il 26 Febbraio 2010
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