| Si racconta, dati alla mano, di Cassano, paese di braccianti, operai e laureati che imboccano le strade dell’emigrazione per andare a cercar fortuna altrove, incrociando quelli che invece, dai Paesi dell’est e dell’Africa sub sahariana, a Cassano arrivano per lo stesso motivo: costruirsi un avvenire migliore.
Ed intanto, sulle rive dell’Eiano, scomparso pure lui, restano anziani, sempre più numerosi, e bambini, sempre di meno, ed una sempre più folta colonia di immigrati.
Parlano le cifre, recano il marchio dell’Ufficio municipale servizi demografici, guidato da Luigi Perri: a fine 2001, i residenti erano 17.565.
Appena un anno prima, nel 2000, erano 18.085.
Il 31 dicembre 2003, l’inversione di tendenza che sembrava lasciar ben sperare: 17.458 anime.
Al 31 dicembre 2004, i cassanesi erano ridiscesi a quota 17.300.
Adesso arriva la conferma d’una timida inversione ripresa, già annunciata nell’ultimo biennio: a fine 2009, infatti, la città poteva contare su 17.553 residenti, di cui 8.625 maschi e 8.818 femmine, suddivisi in poco più di 5.670 nuclei familiari.
Cassano centro, coi suoi 6489 residenti, resta il centro urbano più popolato.
Seguono Lauropoli (5.662), Sibari (4.073, di cui 480, per lo più stranieri, stabilmente residenti nei villaggi di Marina e dei Laghi di Sibari) e Doria (1.329).
Sfogliando i dati, s’apprende: a Cassano e nelle sue frazioni si nasce ancora.
Positivo, infatti, il saldo naturale, ovvero la differenza tra nati (203) e morti (152): + 51.
Significativo l’apporto fornito dai neocittadini provenienti dall’estero: ben 134 in un anno, in misura tale da far lievitare ben oltre il 4% la percentuale complessiva degli stranieri regolarmente dimoranti all’ombra della Pietra del Castello: 668 in totale, di cui 195 insediati a Cassano, 191 a Lauropoli, 74 a Doria, 208 a Sibari.
Tra essi, spicca la componente romena (313 unità), seguita da quella marocchina (118).
L’altra faccia della medaglia, tuttavia, regala cifre sconfortanti: nel corso del 2009, ben 275 cassanesi hanno lasciato le loro case, con le partenze che, come al solito, hanno toccato la loro punta record nei mesi autunnali.
Insomma, un esodo.
O, se preferite, la foto d’un popolo in cammino.
Briciole di una grandezza che, se davvero mai c’è stata, adesso non c’è più: in poco meno d’un decennio, Cassano ha perso più di 500 abitanti ed intere generazioni di giovani.
Affida ora il suo destino, inevitabilmente, all’integrazione razziale e culturale con le genti venute da lontano.
Una sfida epocale: sognavamo la città, ci siamo risvegliati paese a rischio d’estinzione.
Pubblicato il 25 Febbraio 2010
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