| Davide e il Lupo
scritto, diretto e interpretato da
Francesco Marino
musiche originali eseguite dal vivo da
Dario Della Rossa
Noi siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni, diceva Shakespeare.
Nei sogni ci siamo noi, in tutto ciò che ci agita: il ricordo, la speranza la paura, il desiderio.
Immaginazione e realtà nel sogno s’incontrano e si confondono.
Anche in uno spettacolo può accadere qualcosa di simile.
Davide e il Lupo è il racconto di una notte d’insonnia.
In queste ore notturne il pensiero e il ricordo si confondono e si annullano in una specie di sogno fatto ad occhi aperti.
Un attore solo, fra gli oggetti di un’ipotetica “soffitta dell’anima”, racconta, rievoca e immagina.
Riflette sugli ultimi 40 anni, sui suoi ma anche sui nostri.
E’ il racconto di una storia intima e privata ma nello stesso tempo politica, perché parla di un rapporto ancestrale quello fra un padre e un figlio ma anche del rapporto fra società e individuo, fra maestro e allievo.
Una storia raccontata con gli occhi di un figlio che stenta a diventare adulto e scopre ad un tratto di essere diventato padre.
E’ la storia di un rapporto difficile e affascinante insieme.
Se fosse solo narrazione, sicuramente si tratterebbe di un racconto di “formazione”, essendo uno spettacolo potrebbe definirsi Teatro di evocazione.
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