| ma anche problemi ed aspirazioni, hanno dedicato, lo scorso Natale, un’intera settimana. Trascorsa a discutere, nella platea del teatro comunale, di leggi e riforme, numeri e solidarietà. Adesso passano dall’analisi alla proposta. Politica. Suonando la sveglia alla città e lanciando un’idea: costituire a Cassano un osservatorio comunale sugli immigrati.
Il marchio di fabbrica è quello del “Collettivo 26 luglio”, movimento della sinistra no global impegnato a riannodare i fili del dialogo con la comunità sui temi della solidarietà. Quel che bolle in pentola: ne parla Pasquale Cersosimo, portavoce del “Collettivo”. «E’ nostra intenzione – dice Cersosimo – impegnarci al fine di vedere riconosciuti e regolamentati i diritti di persone come noi». Avanti col primo passo, allora. «Raccogliendo gli spunti emersi dal confronto avviato durante le manifestazioni della Settimana del migrante», aggiunge il portavoce del “Collettivo”, «ci siamo attivati per far sì che a Cassano possa sorgere un osservatorio comunale sull’immigrazione, che abbia come obiettivo iniziale quello di censire la popolazione immigrata. Questo sforzo si pone come scopo la comprensione del fenomeno. Il traguardo finale resta ovviamente l’integrazione tra popoli e culture diverse ma tra loro non alternative». L’invito a prender parte alla discussione da cui dovrebbe infine trarre linfa vitale l’osservatorio comunale ha raggiunto tutti. Nell’elenco degli «attori sociali» stilato dal “Collettivo 26 luglio” non manca nessuno: si va dai partiti alle amministrazioni comunale e provinciale, passando per sindacati, Forze dell’ordine, scuole, azienda sanitaria ed organi di informazione, fino alle associazioni ed al loro Forum. «L’intenzione – spiega Cersosimo – è di tenere un incontro pubblico già agli inizi del prossimo aprile. Nel frattempo, noi ci adopereremo per consolidare le basi del dialogo con e tra gli attori sociali ed arrivare a conoscere il numero degli accessi previsti dalla legge Bossi – Fini, con riferimento al nostro Comune». Quel che resta: richieste da una «piattaforma». «Al di là ed insieme all’osservatorio – aggiunge Cersosimo – continueremo a lavorare per ottenere altri risultati concreti in materia di politiche dell’immigrazione». Esempi: «L’istituzione di un tavolo regionale di coordinamento delle politiche sull’immigrazione e trasferimento agli enti locali delle competenze in tema di permessi di soggiorno». Ancora: «Costruzione di un circuito qualificato di centri di prima accoglienza; progetti di educazione alla legalità; estensione del diritto alla salute ed all’istruzione; modifica della Bossi – Fini”».
Se ne riparlerà, con dovizia di particolari, i primi d’aprile. |